L’intestino è il nostro secondo cervello. Quante volte l’hai già sentito dire? Te lo ripeto, è davvero così.

Ed è per questo che devi prendertene cura.

Proprio in questi giorni, la giornata mondiale dedicata all’IBD, ovvero alle malattie infiammatorie croniche dell’intestino, ha riportato l’attenzione su quanto l’intestino possa essere delicato in molti casi.

Non solo per la sua stretta connessione con l’aspetto psico-emotivo, ma anche per l’esposizione a difficili patologie.

Tra queste sai qual è la più frequente? È l’IBS.

Cos’è l’IBS?

Tra le più diffuse patologie funzionali gastrointestinali troviamo l’IBS (Irritable Bowel Syndrome), ovvero la Sindrome del Colon Irritabile.

Non è associata a lesioni anatomiche specifiche e può assumere 3 varianti:

  • IBS C – dolore addominale cronico e/o stipsi;
  • IBS D – assenza di dolore e diarrea cronica;
  • IBS D/C misto – alternanza di stipsi e diarrea.

Dolori e crampi, addome gonfio e teso assieme a un cambiamento dei ritmi intestinali sono i principali campanelli d’allarme.

Se riscontri questi effetti, almeno tre volte al mese e negli ultimi sei mesi hai riscontrato anche:

  • diversa frequenza della regolarità intestinale;
  • cambiamento della consistenza delle feci;
  • miglioramento dei crampi addominali con la defecazione;

fai una visita specialistica. La diagnosi dell’IBS è incentrata proprio su questi sintomi, oltre che sull’esclusione di patologie organiche, dunque rivolgiti a un gastroenterologo.

Se soffri di IBS, oltre a seguire le indicazioni dello specialista di fiducia, ricorda che un corretto stile di vita e il giusto approccio nutrizionale non possono mancare per sostenere il tuo intestino.

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IBS e nutrizione le indicazioni scientifiche

IBS e nutrizione: le indicazioni scientifiche

Anche per la Sindrome del Colon Irritabile il cibo è protagonista.

Molti sintomi, infatti, sono legati proprio al tipo di alimenti che assumi. Un esempio? Pensa a tutti quei cibi che producono gas nel tuo intestino.

Immagina di limitarli o eliminarli per un periodo iniziale o, addirittura, di imparare ad abbinarli a cibi “più sicuri” e meglio tollerati.

Solo con questo piccolo accorgimento puoi fare una grande differenza e, in alcuni casi, arrivare a un netto miglioramento del disturbo.

Ecco quindi che, alla Monash University in Australia, un team di ricercatori ed esperti ha messo a punto, già dal 2008, un piano alimentare basato proprio sull’eliminazione degli alimenti produttori di gas: la dieta FODMAP.

Al centro del mirino i carboidrati fermentabili alimentari, i responsabili dei sintomi dell’IBS.

Ma perché tutto è da ricondurre proprio a questi carboidrati? Vediamo cosa accade.

Una volta giunti nell’intestino, i carboidrati fermentabili:

  • sono assorbiti molto poco a livello dell’intestino tenue;
  • hanno un potere osmotico elevato, quindi richiamano acqua;
  • vengono fermentati con rapidità dai batteri intestinali portando alla formazione di gas intestinale, distensione, flatulenza, crampi, diarrea.

Insomma, causano esattamente i disturbi associati all’IBS.

La ricerca australiana non si è fermata alla creazione della dieta, ma ha sperimentato i suoi benefici, dimostrando che i pazienti che hanno seguito la dieta FODMAP hanno mostrato un notevole miglioramento riguardo a:

  • gonfiore e dolore addominale,
  • flatulenza,
  • diarrea e defecazione alternata.

Ben il 70% dei pazienti ha affermato di aver tratto beneficio dalla dieta.

In cosa consiste la dieta FODMAP?

FODMAP sta per Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides And PolyolsPoyols, che in italiano possiamo tradurre con: oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili.

Tutti questi paroloni ti confondono le idee? Guardiamoli insieme più da vicino per capire quali cibi, nella pratica, sono coinvolti nella dieta FODMAP:

  • F – fermentable/fermentabili. È proprio il processo di trasformazione di alcuni tipi di zuccheri nell’intestino, cioè la fermentazione, a provocare gonfiore, dolori, flatulenza e altri sintomi IBS.
  • O – oligosaccharides/oligosaccaridi. Si tratta degli zuccheri contenuti nella frutta, non del tutto digeribili, e molto presenti in asparagi, cipolla, cicoria, ma anche nella buccia dei legumi come ceci, fagioli e lenticchie.
  • D – disaccharides/disaccaridi. In altre parole, il lattosio. Il consiglio dei ricercatori australiani è di non eliminare, ma ridurre a circa 125 ml di latte al giorno la quantità assunta. In ogni caso verifica la tolleranza al lattosio con aiuto di un nutrizionista. Parmigiano e grana ben stagionati o anche Brie e Camembert sono una buona alternativa.
  • M – monosaccharides/monosaccaridi. Si presentano quando c’è eccesso di fruttosio. Sì agli agrumi e all’ananas, da evitare mela e pera, a meno di non mangiarle cotte.
  • P – polyolspoyols/polioli. Usati nell’industria alimentare per il loro potere dolcificante, sono zuccheri non assorbibili, per questo molto difficili da digerire, che provocano gonfiore e gas.

Attenzione dunque ai cibi contenenti questi zuccheri.

La dieta FODMAP suggerisce di eliminarli per circa quattro settimane, per poi reintrodurre, in modo graduale e controllato, tutti i gruppi di alimenti, uno alla settimana.

Una reintegrazione degli alimenti di questo tipo permette, inoltre, un monitoraggio dell’intestino rispetto a quel cibo specifico.

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Come ti aiuta il Metodo Flocco a combattere lIBS

Come ti aiuta il Metodo Flocco a combattere l’IBS?

La Sindrome del Colon Irritabile è una patologia specifica e come tale deve essere trattata, quindi se hai dei dubbi vai sempre dal gastroenterologo.

Una volta definito se la tua problematica risponde a tutti gli effetti al nome di IBS, fai attenzione al protocollo nutrizionale al quale attenerti.

Spesso infatti le indicazioni su cotture e abbinamenti dei cibi possono essere insufficienti.

Non puoi affidarti a schede preimpostate che pretendono di dare una risposta a tutte le diverse esigenze.

I suggerimenti e il sostegno di un nutrizionista che sappia guidarti con strategie pratiche e facili da mettere in atto e personalizzare il tuo piano alimentare può essere per te la scelta più efficace.

Il Metodo Flocco si occupa, da sempre, delle problematiche dell’intestino. Proprio in ottica IBS può affiancarsi alla dieta FODMAP e lavorare su alcuni aspetti davvero essenziali.

La cottura dei cibi influenza la fermentabilità?

Sapevi che in base al tipo di cottura puoi cambiare e abbassare il potere fermentabile dell’alimento?

Cuocere spadellando con olio e spezie carminative, come cardamomo, zenzero, finocchio, menta, camomilla oppure salvia, ti consente di ridurre la fermentazione nel tuo intestino.

Abbinamenti tra i cibi

Un altro trucco per abbassare il potere fermentabile degli alimenti? Combinarli nel modo giusto.

Già, come scegli l’abbinamento dei cibi quando mangi fa la differenza. Le spezie, ad esempio, aggiunte ai tuoi piatti hanno un grande potere lenitivo e ti aiutano a eliminare il gas dall’intestino.

Le fasi del ciclo mestruale influenzano l’intestino?

Forse non ci hai mai pensato, ma anche la fase mestruale incide sul funzionamento dell’intestino.

Nella fase premestruale puoi avvertire stitichezza o, al contrario, colite. Oppure durante l’ovulazione ti senti gonfia.

In questi casi bisognerà adattare abbinamenti e cotture per tenere conto dell’influenza degli ormoni sul tuo corpo.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: #gustalavita! Il Metodo Flocco abbraccia questa filosofia, rafforzandola con l’idea di un rapporto sereno con il cibo.

Ecco perché è sempre garantito, oltre al supporto nutrizionale, anche un supporto sulla consapevolezza rispetto a ciò che mangi.

Vuoi aiutare il tuo intestino a stare meglio anche se soffri di IBS? Prova i miei consigli per ridurre stitichezza o colite e gusta le mie ricette.

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Biografia Rosa FloccoRosa Flocco, Biologa Nutrizionista, è laureata con lode in Neurobiologia dall’Università degli Studi di Pavia (2012). Si occupa di aiutare le persone con problematiche digestive, ormonali, tiroidee e affette da malattie infiammatorie, croniche e intestinali. Raggiunge risultati positivi attraverso l’insegnamento delle corrette pratiche di cottura e di abbinamento dei cibi.

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